Anche l’edizione 2018 ha portato importanti frutti e risultati di cui siamo molto soddisfatti.
Riportiamo un racconto della progettualità, conclusasi con un evento finale in dicembre 2018.
Arci Fuzzy ha proposto insieme all’associazione Frammenti di Un Cuore Esploso ai giovani
musicisti underground della città di Mantova un’esperienza di musica di insieme e
parallelamente un percorso di ricerca fotografica rivolto ai ragazzi e alle ragazze dell’istituto
professionale Enaip Lombardia definita come Progetto OA.
Accompagnati dallo studio fotografico professionale Kartù, il Progetto OA ha avviato azioni di
studio sul territorio, che hanno visto la realizzazione di un workshop formativo site-specific di
fotografia nelle aree di San Nicolò a Mantova con l’obiettivo di aprire lo sguardo su un’area
degradata e in disuso, oggetto di futura riqualificazione, e dare modo ai ragazzi di elaborare la
formazione di un proprio profondo pensiero civico di attenzione alle risorse che ci
circondano, al loro giusto utilizzo e conservazione, in particolare in un’area di intervento
caratterizzata da una stratificazione storica centenaria che merita di essere riscoperta ed
immortalata. La costante routine delle faccende quotidiane appanna lo sguardo verso
l’ambiente nel quale viviamo, e innesca processi di degrado e disinteresse verso l’ambiente
stesso.
Per invertire questa realtà la troupe di giovani fotografi selezionati hanno raccolto i soggetti,
animati e non, che vivono il quartiere e che potranno rivedersi sui muri dello stesso. Lo
strumento principale di questi eventi di street photography è la relazione diretta con gli
abitanti. Il montaggio del set da studio in ambiente esterno richiede un certo tempo, tempo
che viene anche dedicato ad accogliere i soggetti che si avvicinano incuriositi o che invece
vanno cercati e coinvolti nel progetto stesso. Una dinamica quindi contraria allo scatto
“rubato”; e che vuole riconnettere l’abitante all’abitato. Gli scatti realizzati dai ragazzi durante
il laboratorio verranno stampati in grande formato su carta blueback e affissi su alcuni muri
individuati nell’area di San Nicolò e nel quartiere Valletta Valsecchi. Questa scelta vuole essere
una pratica di restituzione e valorizzazione del tesoro nascosto che si rivela alla comunità
lungo le vie che quotidianamente percorre ogni giorno, creando una galleria a cielo aperto che
possa arricchire lo scenario urbano. I luoghi e le persone cambiano, così come la memoria
seleziona e si trasforma di conseguenza. Il processo di degradazione del supporto utilizzato
per la stampa è analogo alla trasformazione dei luoghi e delle persone, al costante
cambiamento che la memoria seleziona e ricostruisce a sua volta. Il degrado delle affissioni
vuole essere veicolo per porre lo spettatore direttamente di fronte a questi mutamenti negli
stessi luoghi oggetto di degrado e di futura riqualificazione.
Per l’apparato musicale abbiamo scelto di volgere lo sguardo verso quella categoria under 25,
fragile nella sua condizione fatta di precariato e allontanamento scolastico che trova nella
composizione musicale sia una valvola di sfogo che una passione profonda, dotandola degli
strumenti necessari per ritenersi dei professionisti nel campo. Prove in sale con giovani

insegnanti, date e spazi per i concerti e anche una sala di registrazione nel quale incidere i
pezzi creati hanno permesso di creare il Progetto OA, che ha avuto la sua premiere durante il
Festivaletteratura 2018 e una seconda data durante il Segni: new generation festival 2018, poi
ancora durante la Festa della Biblioteca Cittadina il 21 dicembre 2018. Due palchi d’eccezione
per dieci ragazzi di periferia, abituati a suonare trash metal in garage bands, e il “tour” per gli
spazi della città è appena incominciato. La didattica prende atto da altri movimenti musicali,
l’ultimo “Visioni Elettriche” della scuola di Giorgio Borgatti, che delinea un percorso di
crescita del singolo musicista nell’esecuzione all’unisono, “d’insieme” per l’appunto. La
procedura è risultata efficace per il dinamismo di gioco di squadra che consente di instaurare
una relazione paritaria tra i partecipanti, accorciando le distanze di età, livello e genere
premiando la riuscita della composizione d’insieme piuttosto che l’assolo. Il Progetto OA è
quindi una palestra di solidarietà, dove bisogna aiutarsi l’un l’altro per suonare di fronte ad un
pubblico spesso non avvezzo a sonorità di rock contemporaneo perché pensato come atto di
restituzione alla cittadinanza ed inserito in contesti di altre progettualità per creare sinergie
ed “assonanze” tra diverse realtà.
La sperimentazione tra percorsi paralleli ci ha permesso di proporre negli spazi del Creative
Lab, nel quartiere periferico di Lunetta, ai suoi giovanissimi frequentatori (dagli 8 ai 12 anni)
un duplice laboratorio: Zootextile e Baby Dj Lab. Nello stesso ambiente gli utenti hanno potuto
agire con rulli e colori su tessuti propri o dati mentre potevamo “spippolare” sul dj-set
analogico con vinili e puntine. Questo intervento, penultimo in una catena di azioni pensata
per dare alternative creative e strumentali in un territorio arido di possibilità, è esemplare
della logica attuata nella progettazione per Mantova Hub: fornire gli strumenti, anche
facilmente reperibili o comunque alla portata di tutti (macchine fotografiche, rulli, strumenti
musicali), affiancare un team competente per l’azione (fotografi, tecnici audio, musicisti,
designer di servizi, street artist) per accendere e sostenere il bisogno di interazione tra
l’ambiente e la persona.
Diventare soggetto fotografato e poi rivedersi sugli stessi muri del proprio quartiere, tornare
a casa con una maglietta stampata dietro casa, uscire dal palazzo e trovarsi una festa in piazza
sono atti che risvegliano la coscienza territoriale, che aiutano a scardinare la percezione del
quartiere dormitorio e a rendere le strade, i cortili, le piazze luoghi di senso, incontro e
condivisione.
Sempre nell’ottica dell’Arte e del miglioramento dello spazio urbano tramite il colore come
veicolo di coesione e relazione sociale, altra azione del progetto è stata la prosecuzione della
collaborazione con il Liceo D’Arte Giulio Romano per la realizzazione di un Murales a tema
calcistico sul muro antistante lo Stadio Martelli. Dal primo laboratorio realizzato nel 2016 è
stata sollecitata la prosecuzione dalla stessa tifoseria del Mantova, che ha selezionato
l’immagine da utilizzare facendo votare tra tre opzioni, i partecipanti della festa della tifoseria
tenutasi nel giugno precedente il lavoro. Il laboratorio realizzato nell’arco del mese di ottobre
ha previsto una parte in aula con la classe 3F e una parte sul muro. Il lavoro è stato poi
celebrato in una inaugurazione molto positiva il 27 ottobre 2018, che ha visto presenti i
ragazzi e i professori del Liceo Giulio Romano, il Team di artisti di Arci Fuzzy che hanno
condotto i lavori, la dirigenza, gli allenatori, alcuni giocatori e dipendenti della società
Mantova Calcio, le istituzioni e la cittadinanza. Il Murales ritrae tre giocatori con tre maglie
storiche del Mantova, a cui i tifosi sono particolarmente legati, nelle diverse fasi storiche,

azzurra rossa e bianca con la banda rossa. I soggetti giganti danno un senso di possenza e
forza, e si riallacciano ai vicini Giganti del Palazzo Te. Il lavoro, realizzato con la tecnica dello
stencil, su una pittura muraria dai colori bianco rosso, vuole migliorare la qualità dello spazio
e proseguire la decorazione di questo muro, come una sorta di wall of fame del Mantova
Calcio, con un intervento all’anno.
Una lezione di storia e input ad avere fiducia nella propria città, a sostenere la squadra e
manifestare con il colore la passione per la squadra. Gli studenti hanno vissuto un momento
importante di apprendimento e hanno potuto sentirsi parte attiva della comunità per il
miglioramento del decoro urbano; dall’altra parte la tifoseria si è sentita coinvolta e ha visto
dare un segno tangibile nello spazio fisico alla propria passione, e anche la squadra e la
società hanno goduto della vicinanza della collettività e del sostegno alla propria missione.