Arte Attesa: un progetto di arte pubblica per ribaltare l’ordinaria proposta artistica e la sua ordinaria fruizione. Da giugno a ottobre Mantova ospita mostre d’arte nelle pensiline degli autobus della zona sud della città: Porta Cerese, Valletta Valsecchi, Te Brunetti, Viali Risorgimento e Isonzo e C.so Garibaldi abbandonano la pubblicità e per qualche settimana ospiteranno al loro interno poster art, illustrazione, fotografia. Il progetto è coordinato da Arci Fuzzy e sostenuto da APAM e sarà presentato l’11 maggio.

La conversione da spazio pubblicitario a spazio artistico vuole essere un omaggio ai grandi antesignani della street art, superando però la barriera dell’illegalità e sviluppando la chiave della collaborazione tra artisti, organizzatori, gestori degli spazi: un esperimento organizzativo importante che crediamo rincorra lo spirito dei nostri tempi, quello della costruzione di una “città partecipata“.  Keith Haring, con i subways drawings è il primo ad occupare illegalmente spazi pubblicitari vuoti nella metropolitana della NY del ’77 e se prima di lui si contano sulle dita di una mano gli esempi di artisti, tra cui Daniel Buren, che usavano acquistare spazi per affiggere opere personali, la diffusione planetaria della street art dopo gli anni ’80 in parallelo con il boom dei consumi rinforza il rapporto oppositivo tra arte e pubblicità. Se la seconda riesce a monopolizzare l’attenzione del grande pubblico con campagne planetarie e imponendo immaginari, la prima vi fa irruzione in modo abusivo (si pensi al fenomeno adbusters) e la collisione dei due linguaggi genera significati dall’esorbitante portata provocatoria.

Questa è però una delle storie possibili. ArteAttesa è invece un progetto studiato in condivisione con chi gestisce gli spazi pubblicitari e i trasporti pubblici, Fuzzy e APAM, accomunati dall’interesse per la comunicazione al pubblico in chiave di proposta artistica, sia esso caratterizzato da chi quotidianamente usa le pensiline, o siano avventori della mostra che porteremo a percorrere un tragitto insolito, per osservare le opere esposte. La ricerca è unica: la massimizzazione dei contatti tra opera e pubblico, attraverso nuove modalità espositive al di fuori dai luoghi tradizionali dell’arte per andare incontro a chi (magari) non frequenta né musei né gallerie. Stazioni, giardini pubblici, punti nodali di transito, strade: questi sono gli spazi pubblici che diventano per noi luoghi espositivi dei progetti artistici, spazi destinati all’affssione di significati “altri” rispetto i soli messaggi pubblicitari o informativi e di servizio. La portata creativa e culturale di questo progetto è importante, come grande speriamo sia anche l’interesse nelle mostre che proporremo.

ArteAttesa intende ospitare su spazi pubblicitari opere diverse, caratterizzate da differenti linguaggi.
A fine giugno la prima esposizione sarà fotografica, con la presentazione dei progetti del concorso Vicini: i progetti raccolti racconteranno il valore di questo concetto o del suo opposto, e le pensiline accoglieranno una decina di proposte dei partecipanti al concorso, con la lettura dell’autore.
A settembre è la volta di “CancellAzione” mostra di poster art presentata da Morso Collettivo (Milano); qui le opere abbracciano illustrazione e graphic art intervenendo in modo creativo su pagine celeberrime della letteratura internazionale attraverso il particolarissimo linguaggio della cancellatura, ossia la creazione di un nuovo significato a partire da un testo già esistente attraverso la fisica cancellazione di parti dello stesso. I testi sono arricchiti da illustrazioni a volte naif, a volte taglienti, a cura di Alessandra Manfredi.
Ad ottobre: sorpresa! Fuzzy vorrebbe organizzare un concorso, per raccogliere poster ad hoc tra le proposte della città, oppure virare su un’esposizione di street art di artisti di grido.

ArteAttesa > a cura di Alice Cosmai